Il Natale in Francia

In Francia, Natale non è solo un giorno di festa, è un periodo di festa. Le festività natalizie comprendevano nei tempi andati un periodo di 12 giorni (le cycle de douze jours) periodo che variava a seconda delle regioni.

Anche la vigilia di Natale veniva trascorsa in vari modi a seconda delle regioni: in Bretagna in preghiera, nell’Axois in giochi in famiglia, nella regione di Tours, le ragazze spazzavano l’ingresso affinché la Vergine avesse un posto dove cambiare il Bambino Gesù. Dovunque si metteva a bruciare un ceppo (la bûche), che durava tutta la notte. Di buon augurio il modo in cui bruciava la bûche era variamente interpretato e serviva per fare previsioni per l’anno che iniziava.

Per quel che riguarda la gastronomia oggi i due piatti tradizionali che si trovano sulla tavola a Natale sono: il tacchino farcito di marroni ( la dinde aux marrons) e il dolce a forma di tronco di cioccolato (la bûche).

Nel nord della Francia secondo un’antica usanza si credeva che St. Nicolas scendesse dal camino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre e lasciava, negli zoccoletti e nei calzini che i bambini avevano preparato, un segno del suo plauso o della sua scontentezza.

Si diceva che St. Nicolas viaggiasse nel cielo con un asino che portava due panieri, uno pieno di dolci, l’altro di bacchette. I bambini non dimenticavano l’asino del Santo e preparavano per lui accanto agli zoccoletti, un fascetto di fieno e un paniere d’avena.

Il 6 gennaio, la festa del Re Magi (la fête de Rois) chiudeva il ciclo delle feste natalizie. Quel giorno si preparava un dolce, la galette de Rois, in cui veniva messa una fava, chi la trovava veniva proclamato re o regina dell’anno.